giovedì 27 ottobre 2011

TopCoder: il crowdsourcing e il processo di sviluppo software

Topcoder è un sito molto interessante per comprendere come i concetti del crowdsoursing possano essere concretamente applicati allo sviluppo sofware. Il crowdsourcer si rivolge a topcoder (che ricopre il ruolo di agency  broker) per richiedere lo sviluppo di una determinata applicazione
Seguendo un opportuno processo di sviluppo l'applicazione viene scomposta in moduli e deliverable che devono essere sviluppati. Viene poi indetta una open call per la realizzazione dei singoli componenti (non solo il codice ma anche i deliverable di design,  gli algoritmi ecc) ovviamente seguendo un processo molto preciso "watefall like" per ogni componente.
La cosa interessante è che un modello di questo tipo non è waterfall non è Agile, non è neppure la delocalizzazione dello sviluppo ( o forse è la sua estremizzazione) ma  è indiscutibilmente qualcosa di  radicalmente nuovo.
Potrebbe essere un modello di successo? non saprei ma quello che posso dire con ragionevole certezza non è un'opportunità per i coder europei.
Circa l'80% dei coder appartenenti alla comunità sono studenti cinesi (bravi indiscutibilmente) che si pagano gli studi attraverso i proventi delle gare vinte. Pochi gli indiani, pochissimi gli europei ed americani.
Tengo a precisare che la competizione non è al ribasso, anzi il costo della realizzazione del deliverable viene stabilito in partenza.
La competizione si basa esclusivamente  sull'affidabilità del programmatore  e sulla efficacia soluzione proposta.
Rispondere ad una gara non è cosa banale, richiede che il deliverable risponda a criteri molto precisi.
Gli studenti cinesi saranno gli sviluppatori del futuro?

Nessun commento:

Posta un commento