lunedì 31 ottobre 2011

Recensione interessante

Volevo segnalare una interessante recensione di libri sull'innovazione
qui

giovedì 27 ottobre 2011

TopCoder: il crowdsourcing e il processo di sviluppo software

Topcoder è un sito molto interessante per comprendere come i concetti del crowdsoursing possano essere concretamente applicati allo sviluppo sofware. Il crowdsourcer si rivolge a topcoder (che ricopre il ruolo di agency  broker) per richiedere lo sviluppo di una determinata applicazione
Seguendo un opportuno processo di sviluppo l'applicazione viene scomposta in moduli e deliverable che devono essere sviluppati. Viene poi indetta una open call per la realizzazione dei singoli componenti (non solo il codice ma anche i deliverable di design,  gli algoritmi ecc) ovviamente seguendo un processo molto preciso "watefall like" per ogni componente.
La cosa interessante è che un modello di questo tipo non è waterfall non è Agile, non è neppure la delocalizzazione dello sviluppo ( o forse è la sua estremizzazione) ma  è indiscutibilmente qualcosa di  radicalmente nuovo.
Potrebbe essere un modello di successo? non saprei ma quello che posso dire con ragionevole certezza non è un'opportunità per i coder europei.
Circa l'80% dei coder appartenenti alla comunità sono studenti cinesi (bravi indiscutibilmente) che si pagano gli studi attraverso i proventi delle gare vinte. Pochi gli indiani, pochissimi gli europei ed americani.
Tengo a precisare che la competizione non è al ribasso, anzi il costo della realizzazione del deliverable viene stabilito in partenza.
La competizione si basa esclusivamente  sull'affidabilità del programmatore  e sulla efficacia soluzione proposta.
Rispondere ad una gara non è cosa banale, richiede che il deliverable risponda a criteri molto precisi.
Gli studenti cinesi saranno gli sviluppatori del futuro?

mercoledì 26 ottobre 2011

Crowdsourcing e democrazia partecipativa quando la realtà supera la fantasia

Qualche giorno fa avevo accennato al fatto che il crowdsourcing potesse dare luogo a forme di democrazia partecipativa.
In realtà ho scoperto oggi che esiste già un progetto di questo tipo: http://www.decorourbano.org/.
Attraverso questa piattaforma i cittadini possono esprimere le loro segnalazioni relative a dissesti stradali, rifiuti ecc.  e  visualizzarli direttamente su google map, dando poi la possibilità alla pubblica amministrazione di intervenire.
L'applicazione funziona anche su cellulare: è quindi possibile fotografare l'oggetto della segnalazione e pubblicarlo sulla piattaforma dando quindi  anche la possibilità di visualizzare la segnalazione (molto efficace).
Da parte del cittadini è possibile poi  visualizzare lo stato di avanzamento dei lavori (presa in carico, risoluzione) della segnalazione da parte della pubblica amministrazione.
Forse la cosa che ancora manca è  la possibilità di definire dei meccanismi  di  "rating" di tipo statistico attraverso i quali  classificare l'efficienza della pubblica amministrazione (es l'amministrazione comunale del comune tal dei tali ha un tempo medio di risoluzione di x giorni ecc..).
Permettendo quindi  di verificare l'efficienza del proprio comune con gli altri e dell'attuale amministrazione con le precedenti.
Ovviamente non siamo i primi: servizi analoghi sono presenti ad esempio in canada

martedì 25 ottobre 2011

Crowd convention

Se qualcuno fosse interessato è già stata pianificata la prossima crowd convention.
Per ulteriori informazioni http://www.crowdconvention.com/

lunedì 24 ottobre 2011

Il Crowdsourcing e la democrazia partecipativa

Il crowdsourcing è un nuovo modello in cui una persona (fisica o giuridica) denominata crowdsourcer si rivolge ad una comunità (crowd) attraverso una richiesta (chiamata open call) per siolvere una espressa attraverso uno strumento web.
Gli appartenenti alla comunità, rispondono alla open call con le loro proposte per risolvere l'esigenza del crowdsourcer. Un processo di selezione darà luogo ad una competizione in cui verranno selezionale la/le soluzioni che rispondono meglio alle esigenze del crowdsourcer.
Questo modello può essere applicato alla pubblica amministrazione?
Supponiamo di essere un amministratore pubblico di un comune, e di avere come esigenza la soddisfazione dei cittadini per quanto rigarda la viabilità ed in particolare la presenza o meno sul territorio comunale di ogni tipo di ostacolo alla viabilità (buche, incoci pericolosi, ecc..).
L'amministratore comunale (crowdsourcer) si potrebbe rivolgere alla comunità  cittadina (crowd) attraverso il web e chiedere "Quali sono gli ostacoli alla viabilità? (open call).
A questo punto una selezione  delle richieste dei cittadini, con meccanismi il piu possibile trasparente (es rapporto tra costo dell'intervento rapportato al numero di cittadini che richiede l'intervento) potrebbe portare a determinare quali sono gli interventi più urgenti da realizzare.
I vantaggi di un sistema di questo tipo sono evidenti, trasparenza innanzitutto ma anche riduzione dei costi e
maggiore efficenza dell'intero processo decisionale.

Pura utopia? non credo anche se, non credo che nel prossimo decreto sviluppo troveremo provvedimenti di questo tipo

domenica 23 ottobre 2011

Wikipedia è un esempio di crowdsourcing?

No assolutamente. A fugare ogni dubbio ci pensa  Jimmy Wales Wikipedia co-founder che  definisce il "crowsoursing terribilmente irritante".
In effetti il modello su base volontaria adottato da wikipedia è lontano mille miglia dal crowdsourcing.
Basta dare un'occhiata alla definizione di crowdsourcing e vediamo che nel modello wikipedia mancano le figure  del crowdsourcer, manca l'open call e il crowd winner.

Questo nonostante alcuni blog quà e là nella rete citino  wikipedia come un esempio di  crowdsoucing.
A dimostrazione che la rete e la quantità mostruosa di informazioni che mette a disposizione non sostituiscono l'uso del cervello, oggi più che mai necessario.

Yahoo! Answers un esempio di Crowdsourcing.

Yahoo Answer è forse l’esempio più famoso di crowdsourcing. In questo caso il crowdssourcer  è la persona che necessità di una risposta. La open call prevede la pubblicazione della domanda, l'invio delle risposte da parte della crowd e la selezione della “miglior risposta”. Il reward è dato dall’acquisizione di un punteggio e nella crescita in termini di popolarità.
Un aspetto interessante in questo caso è che il crowdsourcer è al contempo un appartenente alla crowd che ricopre temporaneamente questo ruolo.
Il meccanismo della “open call” è particolarmente interesante: se  un membro  della comunità ricopre il ruolo di crowdsourcer perde punti, mentre gli acquisisce quando partecipa alle open call (ulteriori punti sono acquisiti se diventa un crowd winner).
Un processo di questo tipo permette di  auto alimentarsi. Ogni membro della comunità viene stimolato a partecipare dando delle risposte alle domande degli altri per acquisire punti e  poter fare a sua volta altre domande.