Il motivo è molto semplice, per poter guadagnare (ripagarsi le spese di hosting per esempio). i flussi di traffico devono essere molto elevati.
Ottenere questo risultato e' molto oneroso perche' significa dover pubblicare contenuti di qualita'.
Teniamo inoltre presente che google non paga fino ad un raggiungimento della soglia di 70 euro.
Questo significa che un sito che ha intorno alle 100 visite al giorno potrebbe guadagnare qualche euro al mese, conseguentemente i primi ricavi potrebbero concretizzarsi circa un anno e mezzo o due.
Insomma se il traffico e' sotto le 100 visite e' molto più probabile essere bannati che guadagnare un euro
This blog is about my favorite interest: IT innovation, Lean Thinking,Crowdsourcing, Agile development and much more
sabato 31 dicembre 2011
venerdì 30 dicembre 2011
Adsense e il mito del facile guadagno
Adsense e' il programma di google attraverso il quale, qualunque publisher può riceve un compenso per la pubblicazione sul proprio sito di annunci pubblicitari.
Il compenso è legato al numero di visulizzazioni e/o al numero di click che gli annunci pubblicitari riceveranno. Piu' gli annunci sono visti o clickati più sono pagato (il che mi sembra sacrosanto).
Il publisher che desidera aderire al programma deve sottoscrivere un contratto che prevede una serie di clausole ragionevoli che suonano cosi:
"non pubblichero' contenuti che violano le leggi e non cerchero' di fare il furbo aumentando artificiosamente il numero di click o di visualizzazioni delle pagine".
Sembra insomma un modo abbastanza semplice per arrotondare.
Molti blogger esaltano come sia stato facile per loro ottenere dei guadagni senza grosso sforzo.
Tutto facile? purtroppo non è cosi.
Come giustamente diceva mia nonno: "diffida sempre da chi propone facili guadagni".
Dove sta l'inghippo?
Lo vedremo nei prossimi post
Il compenso è legato al numero di visulizzazioni e/o al numero di click che gli annunci pubblicitari riceveranno. Piu' gli annunci sono visti o clickati più sono pagato (il che mi sembra sacrosanto).
Il publisher che desidera aderire al programma deve sottoscrivere un contratto che prevede una serie di clausole ragionevoli che suonano cosi:
"non pubblichero' contenuti che violano le leggi e non cerchero' di fare il furbo aumentando artificiosamente il numero di click o di visualizzazioni delle pagine".
Sembra insomma un modo abbastanza semplice per arrotondare.
Molti blogger esaltano come sia stato facile per loro ottenere dei guadagni senza grosso sforzo.
Tutto facile? purtroppo non è cosi.
Come giustamente diceva mia nonno: "diffida sempre da chi propone facili guadagni".
Dove sta l'inghippo?
Lo vedremo nei prossimi post
sabato 26 novembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
giovedì 24 novembre 2011
mercoledì 23 novembre 2011
Lean Startup
Il termine "Lean Startup" è un termine coniato da Eric Ries per denominare un nuovo approccio per lo startup di una nuova impresa. L'idea è quella di applicare i principi del "lean thinking" nel processo di creazione di una start up (in particolare di una start up di un prodotto software).
L'idea principale è quella di concentrare la propria attenzione sulle esigenze del cliente, e di farsi guidare dalla sue esigenze in modo da evitare il rischio di sviluppare un prodotto che non ha nessun riscontro.
Per ulteriori approfondimenti The Lean Startup Wiki
L'idea principale è quella di concentrare la propria attenzione sulle esigenze del cliente, e di farsi guidare dalla sue esigenze in modo da evitare il rischio di sviluppare un prodotto che non ha nessun riscontro.
Per ulteriori approfondimenti The Lean Startup Wiki
lunedì 31 ottobre 2011
Recensione interessante
Volevo segnalare una interessante recensione di libri sull'innovazione
qui
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Etichette:
crowdsourcing,
innovazione
Ubicazione:
Dolo, venezia italia
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